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Storia di una "Villa pattumiera" |
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Alberi sradicati, laghi asciutti,
spazzatura ovunque; e di notte i teppisti fanno quello che vogliono... |
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Luminoso pomeriggio di fine inverno: quale occasione migliore per una passeggiata nella Villa Comunale di Giugliano? Alle 16:15, però, le inferriate sono ancora chiuse. Lo sguardo interrogativo di un gruppo di mamme con bambini al seguito sortisce i suoi effetti: uno dei custodi afferma che durante la pausa pranzo qualche teppista ha tentato di forzare la serratura. E’ per questo motivo che l’apertura risulta difficoltosa. "Ma non c’è nessuna sorveglianza?", chiede qualcuno. La risposta è un secco no: pare che anche durante la notte la Villa, terminato l’ultimo turno dei sorveglianti intorno alle 21:00, resti alla mercè di chiunque abbia voglia di scavalcarne i cancelli e farne ciò che più gli aggrada. Dopo diversi minuti uno dei custodi riesce finalmente ad aprire, e la Villa Comunale si popola. C’è l’anziano signore che si accomoda su una delle panchine per godere dei tiepidi raggi del sole; ci sono i bambini che giocano a rincorrersi sotto l’occhio vigile delle mamme e le ragazzine che passeggiano.
Ma il paesaggio che si offre alla vista non è quello di un’oasi verde, bensì quello, molto meno piacevole, di un luogo abbandonato a se stesso, in cui la scarsa manutenzione e l’ancor più scarsa pulizia regnano sovrane. Lo sguardo si poggia su un piccolo anfiteatro semidistrutto; si sposta poi su un lampione rotto, sulle vasche asciutte, sui tombini privi di grate e colmi di sporcizia, per fermarsi sul laghetto artificiale che un tempo ospitava anatre ed ochette e cheoggi non è altro che un’enorme pattumiera nella quale giacciono rifiuti di ogni genere. Non è difficile comprendere che questo luogo, nato per soddisfare l’esigenza dei cittadini giuglianesi di respirare aria pulita, di godere di un po’ di verde, oggi, così come si presenta all’utenza, non risponde assolutamente a questi bisogni. La sensazione che si prova nel lasciare la Villa Comunale di Giugliano è quella, amara, che ancora una volta sia stata vanificata una buona occasione per rendere più accettabile la realtà di questo grosso agglomerato urbano, già afflitto da innumerevoli problemi di vivibilità.
Ma i giuglianesi non meritano forse una Villa Comunale che sia tale non soltanto di nome, bensì anche (e soprattutto) di fatto? A chi deve rivolgersi un cittadino per reclamare il suo diritto ad una fetta di verde non contaminata? Qualcuno risponda a queste domande, per favore!
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