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Biotecnologie, quale futuro per l'umanità
Dopo le grandi manifestazioni, è necessario parlare di contenuti:
ecco le proposte del WWF e del coordinamento.

Le grandi manifestazioni di piazza recenti, sono servite sicuramente a portare alla ribalta il grave problema delle biotecnologie e del loro impiego.

Per affrontare il problema degli OGM ( Organismi Geneticamente Modificati ) occorre innanzitutto una corretta informazione per creare una maggiore consapevolezza pubblica sul problema delle biotecnologie ed i loro effetti sulla salute umana ed ambientale.

La biologia molecolare e la genetica hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni; purtroppo gli interessi economici che gravitano intorno alle invenzioni e scoperte scientifiche in questi campi, sono fortissimi e l’alleanza spesso non disinteressata di parte del mondo scientifico, hanno cercato di pilotare lo sviluppo di questo comparto verso forme che avvantaggiassero soprattutto la grande industria,  grazie anche ad un’informazione parziale che tende ad occultare i grossi problemi generati dalle nuove tecnologie.

Certo non ha giovato affatto ad una corretta informazione del pubblico, alcuni episodi di violenza gratuita, deprecabili e da condannare, che sebbene circoscritti ad un numero ristretto di persone, sono stati amplificati dai media a scapito proprio della corretta comprensione dei cittadini delle problematiche connesse alla manipolazione genetica.

E’ interessante comunque notare come su temi così importanti del nostro futuro, si sono create interessanti alleanze che uniscono associazioni e gruppi di diverso background sociale e culturale.

Il WWF ha dato la sua adesione sin dall’inizio alla Rete di Lilliput: un’importante rete che riunisce organizzazioni che da anni si battono per mettere al centro dei fenomeni di globalizzazione, la salute degli esseri umani e dell’ambiente e non il denaro e le merci, come oggi sta invece drammaticamente avvenendo.

Il coordinamento di queste associazioni consente di ottenere risultati significativi per avere maggiore rappresentanza della cosiddetta "società civile" nei processi decisionali che riguardano il delicatissimo settore della manipolazione genetica.

E’ grazie anche a questa mobilitazione che nella scorsa legislazione, l’allora Ministro della Sanità Veronesi, ha infatti deciso di costituire un Osservatorio delle Organizzazioni Non Governative (ONG) sugli OGM. L’ex Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Pecoraro Scanio, ha istituito un Comitato operativo per valutare i rischi dell’utilizzo di OGM ed individuare azioni coerenti con un’agricoltura di qualità.

Si è chiesto poi, attraverso l’invio di cartoline a Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea, di rivedere l’assurda direttiva europea 98/44 che consente la brevettazione di piante, animali e parti del corpo umano e contro la quale si è già ottenuta l’impugnazione da parte dei governi olandese, italiano e norvegese. E’ auspicabile il proseguimento di tale linea anche da parte del nuovo governo, poiché resta ancora tanto da fare e da legiferare in materia.

 

Infatti, circa il vuoto legislativo esistente in Italia in materia, il WWF chiede con vigore una normativa adeguata sul tema che stabilisca:

  • Il patrimonio genetico della vita sulla Terra come un patrimonio comune dell’umanità e del quale venga quindi vietata la brevettazione.

  • La prevalenza della collettività alla salute, all’integrità dell’ambiente ed all’informazione rispetto agli interessi privatistici finalizzati alla sperimentazione, allo sfruttamento della proprietà intellettuale ed alla produzione di OGM.

  • L’esplicito riferimento al Principio precauzionale presente nella Carta di Rio del 1992 (Summit della Terra ONU), al Trattato di Maastricht, al Protocollo sulla Biosicurezza della Convenzione sulla Biodiversità.

  • Il divieto di coltivare e allevare liberamentre piante e animali geneticamente modificati.

  • La responsabilità civile dei produttori nel caso dell’immissione nell’ambiente di OGM.

  • L’esclusione dalla protezione di marchi di qualità e dai finanziamenti erogati dallo Stato, dalle Regioni e con cofinanziamenti comunitari delle aziende che utilizzino OGM.

  • La definizione di procedure di Valutazione Ambientale Strategica Preventiva e di Valutazione di Impatto Ambientale, trasparenti ed approfondite.

  • L’obbligo dei fornitori di materie prime ad uso alimentare ed agroindustriale di segregare ed etichettare le materie prime contenenti OGM.

  • Incentivi maggiori all’agricoltura biologica e alle pratiche agricole e zootecniche tradizionali.

  • Il divieto all’uso di OGM e di loro derivati nella preparazione per le mense scolastiche, ospedali, luoghi di cura ed in tutti gli uffici pubblici e mense aziendali.

  • Una revisione della Pianificazione nazionale nel settore della ricerca che preveda l’incremento degli stanziamenti pubblici nei settori della ricerca biologica di base e applicata e privilegi le ricerche finalizzate alla diversificazione dei sistemi agrari.

L’evoluzione tecnologica non può e NON deve comportare rischi per la salute dell’uomo!

Gli Organismi Geneticamente Modificati non sono ancora stati sperimentati a sufficienza e nessuno può garantire che non rechino danni irreparabili anche fra molti anni.

La vita è il bene più prezioso. L’Ambiente e la salute sono un diritto che sta a tutti noi rivendicare con vigore per tutelare il futuro nostro e dei nostri figli.

  Pasquale Solano

 

 

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