
PARCO NATURALE DI MONTE POLVERACCHIO

Il lupo, simbolo dell'Oasi
I Sentieri Natura
Arrivati al malapasso e dopo aver lasciato l'auto al termine della strada asfaltata, a piedi, giungiamo al Centro Visite, un vecchio casone utilizzato dal 1930 come deposito di materiale per i tagli dei boschi ed ammodernato per gli scopi attuali. Presso il Centro esiste un piccolo Centro di documentazione culturale-ambientale che può essere utilizzato da tutti gli interessati. Incontriamo Liberato Iuorio, la guida del Parco che ci accoglie e ci illustra la vita del Polveracchio.
L'Oasi è divisa in tre parti:
I SENTIERI NATURA sono tabellati ottimamente tanto che anche da soli, se esperti di flora e fauna, possono essere percorsi, meglio però con la guida. Entrambi partono dal termine dell'area attrezzata più grande: a sinistra il Sentiero della Valle dei Tassi, a destra il Sentiero dell'Acqua Menecale. Il primo costeggia il Rio della Mandra della Comune lasciandolo si giunge allo Spiazzo del Brigante, poi al Belvedere e successivamente si scende fino ad incrociare il sentiero dell'acqua menecale, partito dalla destra della stessa area attrezzata. Per percorrere agevolmente i sentieri bisogna munirsi di scarponcini adatti e se si hanno buone gambe, con la guida di Liberato(il sentiero non è segnalato perché fa parte della riserva naturale), in tre ore si può raggiungere la cima del Monte Polveracchio..
La
flora
La vegetazione è quella tipica dell'Appennino. L'Oasi, che si distribuisce dai 1.000 metri in su, presenta il faggeto, all'inizio misto, poi allo stato puro con un ricchissimo sottobosco e con esemplari di grandi dimensioni di agrifoglio (anche di 700/800 anni). Nel sottobosco vivono altre piante: la sempreverde e velenosa laureola, l'orchidea nido di uccello e l'Orchis italica. Nelle vallecole umide si incontrano ornielli, sorbi montani e maestosi aceri. Tra le radure domina l'asfodelo misto a Poa bulbosa, alla festuca e al dente di leone. Altre presenze comuni sono la valeriana e il ciclamino, mentre tra le specie di campanule e garofanini di montagna si incontrano la centaurea minore. Molto interessante è la stazione autoctona di betulle, un gioiello che è sopravvissuto integro nel tempo.
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La
fauna
La fauna dell'Oasi è assai varia e raccoglie le specie più rare dell'Appennino meridionale. Tra i mammiferi sono presenti numerosi generi di chirotteri e roditori, tra cui il ghiro, il moscardino, il quercino e insettivori quali la talpa e il riccio. Nelle praterie, è comune la lepre mentre, nell'ambiente sottostante, il cinghiale è scarso. I carnivori sono presenti con la donnola, la puzzola, la faina e, con pochi esemplari, la martora, il tasso e il gatto selvatico. Abbondante la volpe, mentre assai raro e prezioso è il lupo, simbolo dell'Oasi e presente con una ridotta popolazione. Interessante anche l'avifauna con numerose specie di rapaci, tra cui lo sparviere, il gheppio, la poiana, il falco pellegrino e l'aquila reale, fino a qualche anno fa nidificante, e oggi di passaggio durante l'estate. Tra i rapaci notturni, sono comuni la civetta, l'allocco, il barbagianni e il gufo comune. Tipica di questi ambienti è la ghiandaia; più rari il picchio verde e il raro picchio nero, altra specie preziosa dell'Oasi. Tra le rocce, in volo o posati, si possono ammirare il corvo imperiale e il gracchio corallino. I rettili sono presenti con il biacco, il cervone e la vipera. Abbondanti gli anfibi con la rana verde, la rana greca, la raganella e più rari il tritone italico e la salamandra.
Notizie
utili
Posizione geografica:
in provincia di Salerno, nel Comune di Campagna, nel cuore dei Monti Picentini.Estensione: 200 ettari, di cui 180 a protezione integrale e 20 utilizzabili per escursioni guidata e la sosta.
Proprietario: il Comune di Campagna. E' stata chiesta al Ministero dell'Ambiente l'istituzione di una riserva naturale integrale dello Stato.
Gestione: dal 1988 è in affidamento al WWF Italia affiancato da un Comitato di Gestione, composto da ambientalisti dell'Associazione e da rappresentanti nominati dal Comune. Il comitato è presieduto dal Sig. Lucio Calabrese (Tel 339/8090441).
Come arrivarci
Autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria, uscita di Campagna Superato il centro urbano bisogna proseguire per 12 Km sulla costruenda strada Campagna - Acerno.
Quando andare
I giorni di visita sono il Giovedì, il Sabato e la Domenica. Prendere appuntamento con la guida Sig. Liberato Iuorio, tel. 0828/46498 (ore 20). Per tesi di laurea, servizi giornalistici, fotografici e ricerche particolari contattare il responsabile Vincenzo Armenante, tel. 0828/365426 oppure il WWF Italia, a Roma, tel. 06/8542492.