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L’isola che non c’è

Finite le domeniche a piedi, ancora maltrattati i pedoni e l’ambiente.
di Dario Palma

 

L’ "isola" che non c’è, o perlomeno c’era ed è stata eliminata.

Parliamo ovviamente dell’"isola pedonale" che già da qualche Domenica non è più a disposizione dei cittadini giuglianesi, ai quali tra l’altro non è stata data alcuna ragione valida per giustificare tale privazione.

Vale la pena soffermarsi su come Giugliano ancora una volta sia controcorrente rispetto alle esigenze dei tempi e rispetto alla linea di condotta seguita da molti dei paesi limitrofi.

E’ innegabile che lo smog, il traffico, e l’ inquinamento acustico affliggono Giugliano, ed in modo particolare il centro storico, inoltre la mancanza di marciapiedi ampi (es. Corso Campano; Via A. Palumbo etc.) rende la vita ai pedoni ancora più difficile.

L’ isola pedonale per un solo giorno alla settimana non poteva risolvere di colpo tutti questi problemi, ma poteva e doveva essere un ottimo punto di partenza per creare un percorso più esteso e magari non solo di Domenica mattina.

Ci sembra evidente che una zona chiusa al traffico è un esigenza che va ben oltre il capriccio di voler fare due passi in sana e legittima tranquillità, e a tal proposito ci chiediamo se qualcuno sia a conoscenza dei dati sulla qualità dell’aria del nostro paese.

Sarebbe opportuno che la A.S.L. Na 2 rendesse noti i valori di inquinamento atmosferico (biossido di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio, polveri ecc.) relativi alle varie zone del paese, forse scopriremmo che nelle ore di punta (e non solo) l’aria è irrespirabile come in città ben più grandi di Giugliano.

Gradiremmo inoltre che il Comune desse delle motivazioni valide circa l’abolizione del percorso pedonale.

 

Dario Palma

 

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