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Parchi naturali: una strada da seguire

di Giacomo D'Alterio

La realizzazione di un parco naturale ha come obiettivo principale quello della conservazione della flora e della fauna o meglio della biodiversità in un determinato territorio.

I motivi principali che portano alla creazione di un parco sono essenzialmente due:

passare da una concezione errata, che ci vuole padroni e sfruttatori della Terra per arrivare ad un ideale condiviso,

Monte Somma - Parco Nazionale del Vesuvio
Il Monte Somma - Parco Nazionale del Vesuvio

 di considerare ogni essere vivente anche di altra specie o essere inanimato come fratello, secondo la dottrina ispiratrice di san Francesco d’Assisi , patrono dell’ecologia, espressa ampiamente nel suo Cantico delle Creature;

il territorio in cui viviamo è una risorsa limitata e scarsa, che una volta distrutta non può più essere rinnovata né ricostruita, quindi dobbiamo utilizzare il nostro pianeta con parsimonia e razionalità, senza sprechi e gravi manomissioni, perché l’impoverimento della Terra porta ad un impoverimento dell’uomo stesso.

Oggi il dissesto idrogeologico del territorio, causato da tremila frane all’anno e frequenti alluvioni passa senza alcun dubbio attraverso una politica di risanamento fisico del suolo e del territorio.

Quindi la creazione di parchi naturali e di riserve diventa una strada obbligata da percorrere, considerata da alcuni come un impedimento allo sviluppo e al progresso dell’umanità.

Ciò non è assolutamente vero, infatti le aree protette rappresentano una ricchezza inestimabile per le popolazioni interessate.

Un’occasione di sviluppo ecocompatibile, ma soprattutto un’opportunità di lavoro con il turismo rurale ed ambientale, che coinvolge il territorio non soltanto in alcuni periodi dell’anno, il cosiddetto turismo stagionale, ma interessa tutto l’anno.

L’ecoturismo può essere definito come un turismo naturalistico, che promuove la conservazione e lo sviluppo sostenibile, generando risorse finanziarie per parchi, riserve e comunità che vivono all’interno di esse o nelle vicinanze, creando programmi di educazione ambientale per turisti e popolazioni locali.

Un ecoturismo che non stravolge permanentemente e irrimediabilmente il territorio, ma dà benefici e opportunità di sviluppo e lavoro.

Negli Stati Uniti d’America si è calcolato che i parchi nazionali rendono dieci volte di più di quanto costano.

Quindi i parchi intesi come opportunità di lavoro e sviluppo sociale, ma soprattutto come garanzia essenziale e indispensabile per la difesa e la sicurezza del suolo, un baluardo contro l’erosione, le frane e le alluvioni.

Una volta una signora con indosso una pelliccia di castoro chiese ad un naturalista a cosa servissero i castori. La risposta fu, a nulla come del resto Mozart.

Questo piccolo aneddoto per dire che oggi i parchi naturali hanno non soltanto una valenza sociale ed economica, ma soprattutto esaltano lo spirito e ci aiutano a vivere meglio, ad essere più sensibili ed intelligenti, come del resto le opere d’arte.

Inoltre, i parchi naturali sono da stimolo ed incentivo per un turismo moderno come già avviene nei paesi scandinavi ed anglosassoni, una ricreazione all’aria aperta, un outdoor recreation, che comprende tra l’altro varie attività del tempo libero, esercizio fisico, osservazione della vita animale e vegetale, contemplazione del paesaggio con tutti i vantaggi per le popolazioni locali, più campeggi, ostelli, rifugi e alberghi meno condomini e seconde o terze case.

I parchi naturali rappresentano l’alternativa valida allo spopolamento e all’abbandono del territorio e una spinta unica per lo sviluppo di economie locali in aree marginali e meridionali.

In quelle aree destinate a parco se per ragioni naturalistiche non possono essere ammesse determinate attività, l’autorità gestore del parco versa indennizzi a risarcimento del mancato reddito causato per esempio dal divieto di pascolo, in alcuni casi come per esempio nel parco di Engadina in Svizzera, i comuni interessati dalla presenza del parco hanno rinunciato alle loro attività in cambio di una somma annuale, beneficiando anche dell’enorme flusso turistico.

Questo turismo moderno dei parchi e delle riserve naturali porta come principale conseguenza un aumento dell’occupazione, sia con l’assunzione diretta di personale per guardia e vigilanza, sia impiegando manodopera locale in tutti i lavori, che una gestione dei parchi comporta come la manutenzione di strade e sentieri, la costruzione di rifugi e di aree di sosta, sia promuovendo cooperative di giovani per i necessari servizi, visite guidate, itinerari naturalistici, gestione di centri per visitatori, istituzione di musei locali.

Inoltre, altra manodopera sarà utilizzata per il risanamento conservativo dei centri storici dei territori interessati dalla presenza dei parchi naturali in alternativa al dilagare di seconde case o di condomini.

Una tutela efficace del territorio passa comunque inevitabilmente attraverso una forte volontà politica per ottenere i dovuti finanziamenti, le agevolazioni fiscali e leggi più favorevoli, è questo può avvenire soltanto attraverso una costante e attenta pressione e sollecitazione di tutti i cittadini.

La via dei parchi è l’alternativa valida agli enormi costi sociali causati dall’inquinamento, dal degrado del suolo, dalla saturazione del territorio e dallo spreco delle esauribili risorse energetiche.

L’uomo è andato sulla luna, ma non sa costruire un fenicottero, né tantomeno riprodurre il canto di un uccello, cerchiamo quindi di preservare la nostra terra dagli errori dei paesi più sviluppati, questa è stata la dichiarazione del presidente della Costa d’Avorio in un intervento a favore dei parchi.

L’obiettivo è quello di creare sempre più parchi e riserve naturali in base a programmi territoriali di ampio respiro in modo da costruire un sistema di aree protette a salvaguardia dell’identità culturale e civica del nostro bel Paese.

Una volta Franklin Delano Roosevelt, presidente degli Stati Uniti dal 1932 al 1945 disse, la civiltà di una nazione si misura dal modo in cui sa gestire i propri parchi nazionali.

Il primo parco nazionale americano fu istituito oltre cent’anni fa con la seguente motivazione:

dare beneficio e giovamento alle future generazioni.