La realizzazione di un parco naturale ha come obiettivo
principale quello della conservazione della flora e della fauna o meglio
della biodiversità in un determinato territorio.
I motivi principali che portano alla creazione di un parco sono
essenzialmente due:
passare da una concezione errata, che ci vuole padroni e sfruttatori
della Terra per arrivare ad un ideale condiviso,
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| Il Monte Somma - Parco Nazionale
del Vesuvio |
di considerare ogni essere vivente anche di altra
specie o essere inanimato come fratello, secondo la dottrina ispiratrice
di san Francesco d’Assisi , patrono dell’ecologia, espressa ampiamente
nel suo Cantico delle Creature;
il territorio in cui viviamo è una risorsa limitata e scarsa, che una
volta distrutta non può più essere rinnovata né ricostruita, quindi
dobbiamo utilizzare il nostro pianeta con parsimonia e razionalità,
senza sprechi e gravi manomissioni, perché l’impoverimento della Terra
porta ad un impoverimento dell’uomo stesso.
Oggi il dissesto idrogeologico del territorio, causato da tremila frane
all’anno e frequenti alluvioni passa senza alcun dubbio attraverso una
politica di risanamento fisico del suolo e del territorio.
Quindi la creazione di parchi naturali e di riserve diventa una strada
obbligata da percorrere, considerata da alcuni come un impedimento allo
sviluppo e al progresso dell’umanità.
Ciò non è assolutamente vero, infatti le aree protette rappresentano una
ricchezza inestimabile per le popolazioni interessate.
Un’occasione di sviluppo ecocompatibile, ma soprattutto un’opportunità
di lavoro con il turismo rurale ed ambientale, che coinvolge il
territorio non soltanto in alcuni periodi dell’anno, il cosiddetto
turismo stagionale, ma interessa tutto l’anno.
L’ecoturismo può essere definito come un turismo naturalistico, che
promuove la conservazione e lo sviluppo sostenibile, generando risorse
finanziarie per parchi, riserve e comunità che vivono all’interno di
esse o nelle vicinanze, creando programmi di educazione ambientale per
turisti e popolazioni locali.
Un ecoturismo che non stravolge permanentemente e irrimediabilmente il
territorio, ma dà benefici e opportunità di sviluppo e lavoro.
Negli Stati Uniti d’America si è calcolato che i parchi nazionali
rendono dieci volte di più di quanto costano.
Quindi i parchi intesi come opportunità di lavoro e sviluppo sociale, ma
soprattutto come garanzia essenziale e indispensabile per la difesa e la
sicurezza del suolo, un baluardo contro l’erosione, le frane e le
alluvioni.
Una volta una signora con indosso una pelliccia di castoro chiese ad un
naturalista a cosa servissero i castori. La risposta fu, a nulla come
del resto Mozart.
Questo piccolo aneddoto per dire che oggi i parchi naturali hanno non
soltanto una valenza sociale ed economica, ma soprattutto esaltano lo
spirito e ci aiutano a vivere meglio, ad essere più sensibili ed
intelligenti, come del resto le opere d’arte.
Inoltre, i parchi naturali sono da stimolo ed incentivo per un turismo
moderno come già avviene nei paesi scandinavi ed anglosassoni, una
ricreazione all’aria aperta, un outdoor recreation, che comprende tra
l’altro varie attività del tempo libero, esercizio fisico, osservazione
della vita animale e vegetale, contemplazione del paesaggio con tutti i
vantaggi per le popolazioni locali, più campeggi, ostelli, rifugi e
alberghi meno condomini e seconde o terze case.
I parchi naturali rappresentano l’alternativa valida allo spopolamento e
all’abbandono del territorio e una spinta unica per lo sviluppo di
economie locali in aree marginali e meridionali.
In quelle aree destinate a parco se per ragioni naturalistiche non
possono essere ammesse determinate attività, l’autorità gestore del
parco versa indennizzi a risarcimento del mancato reddito causato per
esempio dal divieto di pascolo, in alcuni casi come per esempio nel
parco di Engadina in Svizzera, i comuni interessati dalla presenza del
parco hanno rinunciato alle loro attività in cambio di una somma
annuale, beneficiando anche dell’enorme flusso turistico.
Questo turismo moderno dei parchi e delle riserve naturali porta come
principale conseguenza un aumento dell’occupazione, sia con l’assunzione
diretta di personale per guardia e vigilanza, sia impiegando manodopera
locale in tutti i lavori, che una gestione dei parchi comporta come la
manutenzione di strade e sentieri, la costruzione di rifugi e di aree di
sosta, sia promuovendo cooperative di giovani per i necessari servizi,
visite guidate, itinerari naturalistici, gestione di centri per
visitatori, istituzione di musei locali.
Inoltre, altra manodopera sarà utilizzata per il risanamento
conservativo dei centri storici dei territori interessati dalla presenza
dei parchi naturali in alternativa al dilagare di seconde case o di
condomini.
Una tutela efficace del territorio passa comunque inevitabilmente
attraverso una forte volontà politica per ottenere i dovuti
finanziamenti, le agevolazioni fiscali e leggi più favorevoli, è questo
può avvenire soltanto attraverso una costante e attenta pressione e
sollecitazione di tutti i cittadini.
La via dei parchi è l’alternativa valida agli enormi costi sociali
causati dall’inquinamento, dal degrado del suolo, dalla saturazione del
territorio e dallo spreco delle esauribili risorse energetiche.
L’uomo è andato sulla luna, ma non sa costruire un fenicottero, né
tantomeno riprodurre il canto di un uccello, cerchiamo quindi di
preservare la nostra terra dagli errori dei paesi più sviluppati, questa
è stata la dichiarazione del presidente della Costa d’Avorio in un
intervento a favore dei parchi.
L’obiettivo è quello di creare sempre più parchi e riserve naturali in
base a programmi territoriali di ampio respiro in modo da costruire un
sistema di aree protette a salvaguardia dell’identità culturale e civica
del nostro bel Paese.
Una volta Franklin Delano Roosevelt, presidente degli Stati Uniti dal
1932 al 1945 disse, la civiltà di una nazione si misura dal modo in cui
sa gestire i propri parchi nazionali.
Il primo parco nazionale americano fu istituito oltre cent’anni fa con
la seguente motivazione:
dare beneficio e giovamento alle future generazioni.