OASI WWF BOSCO S. SILVESTRO

La Ghiandaia, simbolo della Riserva

 La flora

    Il bosco di S. Silvestro é costituito in massima parte da Lecci (Quercus ilex) cui si associano altre essenze arboree come il cerro, il carpino, l'ornellio, il castagno, la roverella, l'acero, il ciliegio, l'ippocastano e diverse conifere (alcune di queste essenze introdotte). In alcuni tratti più caldi si dirada per fare posto ad alberi di ulivo ed altre piante della macchia mediterranea come il viburno, l'alaterno, il mirto, il corbezzolo, l'alloro, la fillirea, il lentisco, il pungitopo ecc. Buona parte degli arbusti insieme all'intero bosco sono andati distrutti a causa di una introduzione impropria di daini (Dama dama) che, in assenza di antagonisti naturali, sono diventati sempre più numerosi fino a superare la capacità biologica del bosco. Il biotopo, testimone superstite di quel manto verde che un tempo ricopriva gran parte del nostro territorio, rappresenta ora una rarità sul piano naturalistico ed una vera e propria oasi tra le brulle colline casertane lacerate dalle cave e sottoposte a sistematici incendi dolosi.

 

 

Un mammifero dell'Oasi: il daino

  La fauna

 Nel Bosco di S.Silvestro è presente la tipica fauna del biotopo mediterraneo. Tra i mammiferi troviamo il ghiro, il tasso, la volpe, la donnola, la faina, il riccio, il moscardino, il daino ed il capriolo; questi ultimi due introdotti negli anni '70. Gli uccelli, numerosi, presentano un'alternanza di comunità nelle diverse stagioni. In inverno sono presenti specie provenienti dal Nord Europa che ripartono in primavera mentre giungono, per la riproduzione, quelle che hanno trascorso l'inverno a Sud del Sahara. Tra le specie svernanti particolarmente frequenti: la ballerina bianca, la ballerina gialla, la passera scopaiola, il fiorrancino, il luì piccolo, il lucherino, il torcicollo, il pettirosso. Tra i nidificanti: la tortora, l'upupa, il colombaccio, l'averla piccola, il pigliamosche, lo zigolo nero, il codibugnolo, il rigogolo ed il cuculo. "Residenti" per l'intero anno sono: il picchio rosso maggiore, il picchio verde, il picchio muratore, la capinera, la cinciarella, la cinciallegra, il cardellino, il verdone, lo scricciolo, il fringuello, il merlo e la ghiandaia quest'ultima scelta dal WWF come simbolo dell'Oasi. I rapaci diurni sono rappresentati con il gheppio e la poiana mentre il gufo, l'assiolo, l'allocco, la civetta ed il barbagianni compongono la "squadriglia notturna". Tra i rettili sono state osservate presenze molto interessanti come il colubro leopardino, il cervone, il biacco, la biscia e la luscengola.

 

    Le strutture

 Il Centro Recupero Animali Selvatici (C.R.A.S) accoglie gli animali selvatici, feriti quasi sempre da armi da fuoco, provenienti oltre che dalla provincia di Caserta anche dalle regioni limitrofe. Gli animali, dopo il primo soccorso, vengono sottoposti, se necessario, ad esame radiografico ed a intervento chirurgico. Trascorso il periodo di giacenza vengono riabilitati ed inanellati, se uccelli, prima di essere liberati nei loro habitat naturali. Quelli che, per gravi danni subiti, non sono più in grado di essere autosufficienti, rimangono ospiti a vita in alcune voliere del Centro. Nel C.R.A.S del Bosco di S. Silvestro, oltre al responsabile ed a molti giovani collaboratori e attivisti, prestano la loro opera specialistica due veterinari, un biologo, un naturalista ed un ornitologo. Il C.R.A.S collabora con l'Università degli Studi di Pavia - Dipartimento di Biologia Animale - in un progetto di ricerca sugli emoparassiti degli uccelli. La rivista "Airone" lo pone tra i primi otto Centri più qualificati che operano nel nostro Paese.

   Il percorso - natura

E' un itinerario agevole della durata di circa 2.30 ore che si snoda nel bosco passando attraverso le varie aree didattiche:

Durante il percorso si giunge in un punto panoramico da cui si ammira lo straordinario spettacolo del Parco Reale e della Reggia con lo sfondo del Vesuvio e, se le condizioni di tempo sono favorevoli, si scorge all'orizzonte anche il mare. Il Percorso termina al Real Casino, sede del Centro visite e del Centro di Educazione Ambientale.

   Le visite

Giorni ed orari di apertura:

Per scuole e gruppi organizzati:

Per il pubblico:

*In caso di condizioni di tempo avverse è previsto per le scolaresche e/o gruppi organizzati un programma alternativo, c/o il Centro Visite, con proiezioni ed animazioni che consentirà loro di conoscere, attraverso le immagini, il "Percorso Natura", le attività dell'Oasi ed in particolare quelle del Centro Recupero Animali Selvatici.

I fondi provenienti dal pagamento delle quote di ingresso e dalle donazioni sono utilizzati per far fronte alle spese di gestione dell'Oasi. Con il vostro ingresso, quindi, contribuite a salvare, migliorare e tutelare un tassello importante del patrimonio italiano.

Come arrivarci

Dalla stazione ferroviaria, dal casello autostradale di Caserta Nord, dal Viale Carlo III o da altri ingressi in città, seguire la segnaletica "Oasi WWF", direzione San Leucio ed al quadrivio di Briano imboccare la strada per Castelmorrone. L'accesso all'Oasi è a 900 mt dal quadrivio sul lato destro.

Per informazioni