TABELLE RIASSUNTIVE
GLI STADI DELL’AUTOMATISMO
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N. |
STADI |
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1 |
INCOSCIENTE INCOMPETENTE |
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2 |
COSCIENTE INCOMPETENTE |
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3 |
COSCIENTE COMPETENTE (rigido e forzato) |
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4 |
INCOSCIENTE COMPETENTE (automatismo e spontaneità, che si
raggiunge con la pratica) |
LIVELLI DELLA COMUNICAZIONE
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N. |
LIVELLI |
PERCENTUALE D’INCIDENZA SULLA PRIMA IMPRESSIONE |
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1 |
VERBALE (contenuto) |
7% |
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2 |
PARAVERBALE (voce, tono, ritmo, volume) |
38% |
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3 |
NON VERBALE (atteggiamento, comportamento, ecc.) |
55% |
Una comunicazione efficace è una comunicazione nella quale i tre livelli
della comunicazione (verbale, non verbale, para verbale, ecc.) sono
congruenti ossia allineati e coerenti.
Gli americani dicono non c’è mai una seconda volta per la prima
impressione, in realtà l’uomo cerca di non contraddirsi (dissonanza
cognitiva).
COMUNICAZIONE EFFICACE
VERBALE
|
QUELLO |
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PARA VERBALE |
COME |
Tono, pausa, volume, ritmo, velocità, timbro. |
|
NON VERBALE |
COME |
Gestualità, prossemica, mimica facciale (sorriso), occhi, sguardo,
respirazione, aspetto (look, abbigliamento), odore, postura. |
Una comunicazione efficace serve per dare ed ottenere fiducia, per
convincere, vendere, catturare, affermare, tranquillizzare, persuadere,
affascinare, coinvolgere e ottenere il consenso.
PAROLE CHIAVE:
PILASTRI DELLA COMUNICAZIONE
IL PRIMO PILASTRO E’ LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO
La mappa siamo noi, mentre il territorio è la realtà che ci circonda.
La mappa è data da una serie di elementi psico-fisici quali la volontà,
le credenze, i valori, l’identità, la famiglia di provenienza, la
religione, i gusti, la provenienza geografica, l’educazione, il sesso,
l’età, il grado d’istruzione, l’esperienza, la fisicità, la motivazione,
gli obiettivi.
Dalle radici che sono date dalle credenze, dai valori, dall’identità,
dalla spiritualità derivano le foglie, ossia i comportamenti e le
capacità (skills).
La comunicazione efficace è una comunicazione che non da consigli, né
tanto meno li chiede, in realtà la risposta è dentro di noi. Nella
comunicazione bisogna passare dal saper al saper essere passando per il
saper fare.
IL SECONDO PILASTRO E’ LA PROSSEMICA (la gestione dello spazio).
Dall’intimo si passa al personale per poi arrivare al sociale ed infine
al pubblico.
IL TERZO PILASTRO DELLA COMUNICAZIONE è che non possiamo non
comunicare.
Nella comunicazione efficace conta il risultato non le buone intenzioni,
bisogna raggiungere l’obiettivo grazie ad una comunicazione persuasiva.
Ci possiamo trovare di fronte a tre tipi di comunicatori:
SISTEMI RAPPRESENTAZIONALI PRIMARI O DOMINANTI (V.A.K.O.G.)
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INPUT (attraverso i sensi) |
OUTPUT (elaborazioni dell’uomo) |
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VISIVO |
COMUNICAZIONE VERBALE, PARA VERBALE, NON VERBALE |
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AUDITIVO |
come
sopra |
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KINESTESICO (tatto e sensazioni) |
come sopra
|
|
OLFATTO |
vedi
il kinestesico |
|
GUSTO |
vedi
il kinestesico |
I sistemi rappresentazionali primari da cinque diventano tre perché i
sensi dell’olfatto e del gusto confluiscono nel kinestesico
|
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VISIVO |
AUDITIVO |
KINESTESICO |
VERBALE
|
Predicati sensoriali* |
Predicati sensoriali* |
Predicati sensoriali* |
|
PARA VERBALE |
Volume alto, tono alto, velocità alta, poche
pause. |
Monotono (tono ad unica nota) o armonico (buon
oratore). |
Volume basso, tono basso, velocità bassa, molte
pause. |
|
NON
VERBALE |
Postura tendenzialmente eretta, respirazione
superiore o alta (di chi impallidisce), posizione degli occhi verso
l’alto, gestualità descrittiva e centrifuga (dall’interno
all’esterno). |
Postura del telefono o del sassofono,
respirazione media, posizione degli occhi verso i lati,
gestualità verso le orecchie, sposta
tendenzialmente il capo verso la fonte delle parole o del rumore. |
Postura tendenzialmente rilassata, respirazione
profonda o addominale, posizione degli occhi verso il basso,
gestualità centripeta (dall’esterno all’interno). |
* quantità di predicati sensoriali presenti nella comunicazione verbale.
TECNICA DEL RICALCO E DELLA GUIDA
Il ricalco serve a creare empatia, invece la guida serve a far vedere il
proprio punto di vista o serve a fare obiezioni.
Il ricalco e la guida possono essere fatti:
-
nella comunicazione verbale (si usano gli stessi predicati
sensoriali);
-
nella comunicazione para verbale (ritmo);
-
nella comunicazione non verbale (rispecchiare);
-
dal punto di vista emotivo, la cosiddetta terapia occupazionale;
-
dal punto di vista culturale
(adeguamento nell’aspetto, linguaggio e contenuti).
CONCETTO DEL 7 +/- 2 PEZZI D’INFORMAZIONE DI CUI SIAMO CONSAPEVOLI E
COSCIENTI NEL QUI E ORA.
Il L.E.M. è l’acronimo di lateral eyes movements, ossia movimenti
laterali degli occhi.
Dalla direzione degli occhi si può capire l’interlocutore che abbiamo di
fronte che tipo di comunicatore è. Quindi, abbiamo che chi guarda in
alto a destra è un visivo costruito, chi guarda in alto a sinistro è un
visivo ricordato, chi guarda a lato a destra è un auditivo costruito,
mentre chi guarda a lato a sinistra è un auditivo ricordato. Chi guarda
in basso a destra è un kinestesico, mentre chi guarda in basso a
sinistro è un auditivo digitale, ossia di chi è chiuso su se stesso.
RICALCO
èGUIDAè
ACCETTATAèGUIDA
PIU’ PROFONDA
La guida può anche essere non accettata.
I problemi principali riscontrati nella comunicazione sono dati da:
-
routine
-
gabbie mentali
-
abitudini e schemi.
Bibliografia:
I sette pilastri del successo, COVEY, edizioni BOMPIANI.
La metamorfosi terapeutica, R. BANDLER, J. GRINDER, edizioni ASTROLABIO.
Ottanta giorni per capirsi, NELLY BIDOT, edizioni XENIA.